Cambiano i muri, resta la storia
Comunicati | 20 giugno 2017
Alla palestra Lazzeri è tempo di cambiamenti. Cambiano i muri e gli “abitanti” degli spogliatoi. Quelle quattro mura “inviolabili” con tutti i loro segreti si stanno trasformando. A settembre ci attendono grandi e, speriamo, positive novità. Gli “storici” spogliatoi con le docce un po’ incrostate sono state demolite. Al loro posto quattro spogliatoi completamente nuovi di zecca.
Quei calcinacci che tra nuvole di polvere vengono portati via hanno visto passare la storia dell’Use dalla metà degli anni ’80 ad oggi. Promozioni, retrocessioni, vittorie e sconfitte. E’ la legge dello sport. Tante facce. Tanti ragazzi e ragazze che sono entrati in quegli spogliatoi per giocare e divertirsi e lo hanno fatto mentre diventavano uomini e donne. Qualcuno è diventato anche un giocatore o una giocatrice. Sicuramente tutti sono diventati uomini e donne un po’ migliori. I calcinacci se ne vanno in mezzo alla polvere ma la storia di Sharon, di Dani o del Ghizza restano lì. Indelebili. Forse non li vedremo più varcare quella soglia “inviolabile” per indossare la maglia dell’Use, ma sicuramente Sharon ed il Ghizza lo faranno come allenatori ed anche Dani non dispero un giorno di rivederlo entrare in quegli spogliatoi.
Sharon ed il Ghizza sono arrivati da bambini. Dani era un po’ più grandicello, ma non ci ha messo molto tempo a capire che era in un posto speciale. E solo un uomo ed un giocatore speciale può essere il capitano dell’Use. In quegli spogliatoi hanno imparato a diventare donne ed uomini di valore. I calcinacci se ne vanno, ma le storie di Sharon, Dani e del Ghizza restano lì perché hanno rappresentato e rappresentano lo spirito dell’Use. Si sono tolti la maglia biancorossa e l’hanno lasciata appesa negli spogliatoi per i bambini e le bambine che arriveranno dopo di loro, ma il colore biancorosso lo hanno nel cuore. Grazie delle splendide giornate che ci avete fatto vivere.
Tra questi calcinacci che se ne vanno ci sono sicuramente tante storie da raccontare. Spero che qualcuno si faccia avanti dopo di me…
Piero